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Per Saddam Hussein «il tempo sta per scadere» e il regime iracheno, accusato di legami con Al Qaeda, non deve avere dubbi: «Se non disarmerà pacificamente, sarà disarmato da noi». Anche da soli. Il segretario di Stato Usa Colin Powell (nella foto grande con il ministro degli esteri svizzero Micheline Calm-Rey) lancia un messaggio poche ore prima della presentazione del rapporto dei capi degli ispettori della Nazioni Unite sul disarmo in Iraq. Parla a Davos, in 0n1ine sito louis vuitton 27743 Svizzera, davanti ai grandi della Terra del World Economic Forum. L Iraq è il tema forte.Il messaggio di Powell a Saddam è chiarissimo, fermo. Per il rais di Baghdad usa gli aggettivi portafogli louis vuitton pericolosissimo e bugiardo . «Più tempo aspettiamo ha detto Powell e più possibilità ci sono che il dittatore con chiari collegamenti con gruppi terroristici, compreso Al Qaeda, borse louis vuitton passi loro armi, condivida tecnologia e usi di nuovo i propri arsenali». È una minaccia, un pericolo con il quale gli Usa non sono disposti a convivere. È sul disarmo dell Iraq che il segretario di Stato Usa pone l accento, senza rinunciare alla retorica. «Dopo sei settimane di ispezioni, la comunità internazionale deve ancora avere risposte a questioni chiave: per esempio dove sono le prove della bauletto louis vuitton prezzo distruzione di decine di migliaia di litri di antrace e botulino? Cosa è accaduto a circa 30.000 munizioni capaci di portare agenti chimici? Gli ispettori ne hanno trovate solo 16. Dove sono i laboratori mobili per armi chimiche? Non sono questioni accademiche o banali. Sono questioni di vita o morte».Nell intervento c è anche una chiave di lettura del rapporto che oggi Hans Blix, il capo della Commissione Onu di controllo, verifica e ispezione, consegnerà alle Nazioni Unite assieme a quello di Mohammed El Baradei, il direttore dell Agenzia internazionale per l energia atomica. La risoluzione 1441, ricorda Powell, esige che l Iraq fornisca informazioni «accurate, totali e complete» sulle sue armi di distruzione di massa. «Saddam deve dire la verità, ora perché noi non aspetteremo più».Poi uno dei punti-chiave del discorso di Powell: «Non spetta agli ispettori trovare la pistola fumante», cioè la prova flagrante. Ancora. «Gli Usa non hanno fretta di correre alla guerra, ma certo non ci rinunceremo se è l unico modo per liberare l Iraq dalle armi di distruzione di massa». Powell non sveste completamente i panni di colomba. E, come si 0n1ine borse louis vuitton 21087 addice al Segretario di Stato, utilizza anche gli equilibri della diplomazia. «C è ancora speranza per una soluzione pacifica e noi vogliamo lavorare in accordo con l Europa, anche se non sempre vediamo le cose alla stessa maniera». Ma anche quando parla dei rapporti con gli Alleati non nasconde la voglia di decisionismo. «Quando ci sentiremo forti, andremo avanti, agiremo anche se gli altri non sono pronti ad unirsi a noi». Usa e Gran Bretagna sono disposti ad aspettare fino al 1 marzo prima di decidere un intervento militare contro l Iraq. E proporranno che per quella data gli ispettori dell Onu sul disarmo presentino un nuovo rapporto al Consiglio di sicurezza. È quanto sostiene il quotidiano tedesco Die Welt citando non meglio precisate fonti governative britanniche.Intanto a Toronto si moltiplicano le iniziative per la pace: oggi, da mezzogiorno all una, il gruppo Not in our name promuove un ora di riflessione: tutti sono invitati a fare una pausa e dichiarare la propria estraneità al conflitto. Sempre oggi alle 12, una delegazione di pacifisti (per partecipare 416-651-5800) 0n1ine borse louis vuitton prezzi 13331 si recherà dal ministro della difesa McCallum, per premere sulla non partecipazione del Canada alla guerra.
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